2/4/2017 - Pope Francis Pastoral visit to Carpi

2/4/2017 - Pope Francis Pastoral visit to Carpi

Postby Sonia » Sat Apr 01, 2017 9:23 pm

2 April 2017

Pope Francis Pastoral visit to Carpi

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8:15 Departure by helicopter from the Vatican heliport

9:45 Landing at the ”Dorando Pietri” rugby field, athletic track in Carpi

10:30 Holy Mass in Piazza Martiri
Thanksgiving address by H.E. Msgr. Francesco Cavina, Bishop of Carpi
At the end of the Holy Mass: Angelus and Blessing of the foundation stones of three new buildings of the Diocese of Carpi: the Parish of Sant'Agata in Carpi; the House for spiritual exercises of Sant'Antonio in Novi; the “Citadel of charity” in Carpi

13:00 Lunch at the Episcopal Seminary with the Bishops of the Region, and elderly priests who reside in the House of Clergy and Seminarians

15:00 Meeting with the diocesan priests, men and women religious, the seminarians in the Seminary Chapel
Introductory words by H.E. Msgr. Francesco Cavina, Bishop of Carpi
After the meeting with the clergy, the Holy Father leaves the Seminary and briefly stops at the Cathedral
Transfer by car to Mirandola

16:30 Visit to the Cathedral of Mirandola
The Holy Father stops in the square in front of the entrance to the Cathedral, still unusable after the earthquake
In the area adjacent to the Parish of San Giacomo Roncole of Mirandola, floral tribute to the Monument in remembrance of the victims of the earthquake

17:30 Farewell and take-off from the sports field adjacent to the Parish of San Giacomo Roncole

19:00 Arrival at the Vatican heliport
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Re: 2/4/2017 - Pope Francis Pastoral visit to Carpi

Postby Sonia » Sun Apr 02, 2017 8:08 pm

2 April 2017

Holy Mass in Piazza Martiri

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Re: 2/4/2017 - Pope Francis Pastoral visit to Carpi

Postby Sonia » Sun Apr 02, 2017 8:33 pm

2 April 2017

Holy Mass in Piazza Martiri
Pope Francis presides at Holy Mass for the faithful of the diocese of Carpi, on the occasion of his pastoral visit to the city. In conclusion, the recitation of the Angelus prayer.


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ITALIANO


VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO A CARPI E MIRANDOLA

SANTA MESSA

OMELIA DEL SANTO PADRE

Piazza Martiri (Carpi)
V Domenica di Quaresima, 2 aprile 2017


Le Letture di oggi ci parlano del Dio della vita, che vince la morte. Soffermiamoci, in particolare, sull’ultimo dei segni miracolosi che Gesù compie prima della sua Pasqua, al sepolcro del suo amico Lazzaro.

Lì tutto sembra finito: la tomba è chiusa da una grande pietra; intorno, solo pianto e desolazione. Anche Gesù è scosso dal mistero drammatico della perdita di una persona cara: «Si commosse profondamente» e fu «molto turbato» (Gv 11,33). Poi «scoppiò in pianto» (v. 35) e si recò al sepolcro, dice il Vangelo, «ancora una volta commosso profondamente» (v. 38). È questo il cuore di Dio: lontano dal male ma vicino a chi soffre; non fa scomparire il male magicamente, ma con-patisce la sofferenza, la fa propria e la trasforma abitandola.

Notiamo però che, in mezzo alla desolazione generale per la morte di Lazzaro, Gesù non si lascia trasportare dallo sconforto. Pur soffrendo Egli stesso, chiede che si creda fermamente; non si rinchiude nel pianto, ma, commosso, si mette in cammino verso il sepolcro. Non si fa catturare dall’ambiente emotivo rassegnato che lo circonda, ma prega con fiducia e dice: «Padre, ti rendo grazie» (v. 41). Così, nel mistero della sofferenza, di fronte al quale il pensiero e il progresso si infrangono come mosche sul vetro, Gesù ci offre l’esempio di come comportarci: non fugge la sofferenza, che appartiene a questa vita, ma non si fa imprigionare dal pessimismo.

Attorno a quel sepolcro, avviene così un grande incontro-scontro. Da una parte c’è la grande delusione, la precarietà della nostra vita mortale che, attraversata dall’angoscia per la morte, sperimenta spesso la disfatta, un’oscurità interiore che pare insormontabile. La nostra anima, creata per la vita, soffre sentendo che la sua sete di eterno bene è oppressa da un male antico e oscuro. Da una parte c’è questa disfatta del sepolcro. Ma dall’altra parte c’è la speranza che vince la morte e il male e che ha un nome: la speranza si chiama Gesù. Egli non porta un po’ di benessere o qualche rimedio per allungare la vita, ma proclama: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (v. 25). Per questo decisamente dice: «Togliete la pietra!» (v. 39) e a Lazzaro grida a gran voce: «Vieni fuori!» (v. 43).

Cari fratelli e sorelle, anche noi siamo invitati a decidere da che parte stare. Si può stare dalla parte del sepolcro oppure dalla parte di Gesù. C’è chi si lascia chiudere nella tristezza e chi si apre alla speranza. C’è chi resta intrappolato nelle macerie della vita e chi, come voi, con l’aiuto di Dio solleva le macerie e ricostruisce con paziente speranza.

Di fronte ai grandi “perché” della vita abbiamo due vie: stare a guardare malinconicamente i sepolcri di ieri e di oggi, o far avvicinare Gesù ai nostri sepolcri. Sì, perché ciascuno di noi ha già un piccolo sepolcro, qualche zona un po’ morta dentro il cuore: una ferita, un torto subìto o fatto, un rancore che non dà tregua, un rimorso che torna e ritorna, un peccato che non si riesce a superare. Individuiamo oggi questi nostri piccoli sepolcri che abbiamo dentro e lì invitiamo Gesù. È strano, ma spesso preferiamo stare da soli nelle grotte oscure che abbiamo dentro, anziché invitarvi Gesù; siamo tentati di cercare sempre noi stessi, rimuginando e sprofondando nell’angoscia, leccandoci le piaghe, anziché andare da Lui, che dice: «Venite a me, voi che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28). Non lasciamoci imprigionare dalla tentazione di rimanere soli e sfiduciati a piangerci addosso per quello che ci succede; non cediamo alla logica inutile e inconcludente della paura, al ripetere rassegnato che va tutto male e niente è più come una volta. Questa è l’atmosfera del sepolcro; il Signore desidera invece aprire la via della vita, quella dell’incontro con Lui, della fiducia in Lui, della risurrezione del cuore, la via dell’“Alzati! Alzati, vieni fuori!”. E’ questo che ci chiede il Signore, e Lui è accanto a noi per farlo.

Sentiamo allora rivolte a ciascuno di noi le parole di Gesù a Lazzaro: “Vieni fuori!”; vieni fuori dall’ingorgo della tristezza senza speranza; sciogli le bende della paura che ostacolano il cammino; ai lacci delle debolezze e delle inquietudini che ti bloccano, ripeti che Dio scioglie i nodi. Seguendo Gesù impariamo a non annodare le nostre vite attorno ai problemi che si aggrovigliano: sempre ci saranno problemi, sempre, e quando ne risolviamo uno, puntualmente ne arriva un altro. Possiamo però trovare una nuova stabilità, e questa stabilità è proprio Gesù, questa stabilità si chiama Gesù, che è la risurrezione e la vita: con lui la gioia abita il cuore, la speranza rinasce, il dolore si trasforma in pace, il timore in fiducia, la prova in offerta d’amore. E anche se i pesi non mancheranno, ci sarà sempre la sua mano che risolleva, la sua Parola che incoraggia e dice a tutti noi, a ognuno di noi: “Vieni fuori! Vieni a me!”. Dice a tutti noi: “Non abbiate paura”.

Anche a noi, oggi come allora, Gesù dice: “Togliete la pietra!”. Per quanto pesante sia il passato, grande il peccato, forte la vergogna, non sbarriamo mai l’ingresso al Signore. Togliamo davanti a Lui quella pietra che Gli impedisce di entrare: è questo il tempo favorevole per rimuovere il nostro peccato, il nostro attaccamento alle vanità mondane, l’orgoglio che ci blocca l’anima, tante inimicizie tra noi, nelle famiglie,… Questo è il momento favorevole per rimuovere tutte queste cose.

Visitati e liberati da Gesù, chiediamo la grazia di essere testimoni di vita in questo mondo che ne è assetato, testimoni che suscitano e risuscitano la speranza di Dio nei cuori affaticati e appesantiti dalla tristezza. Il nostro annuncio è la gioia del Signore vivente, che ancora oggi dice, come a Ezechiele: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio» (Ez 37,12).
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Re: 2/4/2017 - Pope Francis Pastoral visit to Carpi

Postby Sonia » Sun Apr 02, 2017 8:41 pm

2 April 2017

Pope Francis in Mirandola - Meeting with earthquake-struck communities


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ITALIANO

VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO A CARPI E MIRANDOLA

INCONTRO CON LE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO

DISCORSO DEL SANTO PADRE

Piazza Duomo, Mirandola
V Domenica di Quaresima, 2 aprile 2017



Cari fratelli e sorelle,

in questa vostra città, che reca ancora visibili i segni di una prova tanto dura, desidero abbracciare voi e gli abitanti delle altre località colpite dal terremoto nel maggio del 2012. Già il mio venerato Predecessore, Benedetto XVI, poche settimane dopo l’evento venne in questo territorio a portare la solidarietà e l’incoraggiamento suo personale e dell’intera Comunità ecclesiale. Oggi io sono fra voi per confermarvi l’affetto di tutta la Chiesa e per testimoniare a ciascuno la mia vicinanza e il mio incoraggiamento per il cammino che ancora resta da fare nella ricostruzione. Rivolgo un cordiale saluto al Pastore di questa Diocesi, Monsignor Francesco Cavina, al Parroco e agli altri sacerdoti, al Sindaco e alle altre autorità. Rinnovo l’apprezzamento alla Protezione Civile, ai volontari e a quanti sono stati impegnati, a diversi livelli, nelle attività di ripristino delle strutture e di ripresa della vita comunitaria.

So bene quanto il terremoto abbia compromesso il patrimonio umano e culturale di questa vostra terra. Penso ai disagi che avete subito: le ferite alle case, alle attività produttive, alle chiese e agli altri monumenti, carichi di storia e di arte e simbolo della spiritualità e della civiltà di tutto un popolo. Ma penso soprattutto alle ferite interiori: la sofferenza di chi ha perso i suoi cari e di chi ha visto disperdersi i sacrifici di una vita intera. Nei giorni successivi al sisma, grande ammirazione ha suscitato in tutti la testimonianza di dignità e di intraprendenza che avete dimostrato. Vi siete sforzati di affrontare con spirito evangelico la precaria situazione causata dal terremoto, riconoscendo e accettando negli eventi dolorosi la misteriosa presenza di un Padre che è sempre amorevole anche nelle prove più dure. Le ferite sono state guarite, sì, sono guarite. Ma rimangono e rimarranno per tutta la vita le cicatrici. E guardando queste cicatrici, voi abbiate il coraggio di crescere e di far crescere i vostri figli in quella dignità, in quella fortezza, in quello spirito di speranza, in quel coraggio che voi avete avuto nel momento delle ferite.

Il mio augurio è che non vengano mai meno la forza d’animo, la speranza e le doti di laboriosità che vi distinguono. Rimanga saldo il vostro intento di non cedere allo scoraggiamento dinanzi alle difficoltà che ancora permangono. Infatti, molto è stato fatto nell’opera della ricostruzione ma è quanto mai importante un deciso impegno per recuperare anche i centri storici: essi sono i luoghi della memoria storica e sono spazi indispensabili della vita sociale ed ecclesiale. Sono certo che non mancherà la buona volontà, da parte di tutti gli attori coinvolti, affinché sia assicurata la rapida realizzazione di questi necessari lavori, per il bene comune.

Davanti al vostro Duomo, luogo simbolo della fede e della tradizione di questo territorio e gravemente lesionato dal sisma, elevo con voi al Signore una fervente preghiera per le vittime del terremoto, per i loro familiari e per quanti tuttora vivono in situazioni precarie. Il Signore faccia sentire a ciascuno il suo sostegno! Ho voluto lasciare, sopra l’altare del Duomo, un mazzo di fiori in memoria di quelli che ci hanno lasciato nel terremoto.

Cari fratelli e sorelle, tra due settimane celebreremo la Pasqua di Risurrezione. La forza del Signore risorto sostenga il vostro impegno nel completare la ricostruzione e animi la vostra speranza. La Vergine Maria e i vostri Santi protettori ottengano dal Signore forza per le persone ancora provate; ottengano luce e forza alle menti e ai cuori affinché si possa presto realizzare quanto è nelle attese di tutti. Vi ringrazio: vi ringrazio per l’esempio che avete dato a tutta l’umanità, l’esempio di coraggio, di andare avanti, di dignità. Imparto di cuore a voi qui radunati e all’intera popolazione la mia Benedizione.

[Benedizione]

E per favore, vi chiedo di pregare per me. Grazie.
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2/4/2017 - Pope Francis Pastoral visit to Carpi

Postby Alice » Sun Apr 02, 2017 10:07 pm

Holy Mass in Piazza Martiri

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Postby Alice » Sun Apr 02, 2017 10:44 pm

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Postby Alice » Sun Apr 02, 2017 11:01 pm

Pope Francis bids farewell to Capri and departs for the Vatican

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